Nel cuore di Roma, lungo il tracciato dell’antica via Laurentina, si erge l’Abbazia delle Tre Fontane. Un complesso abbaziale che unisce bellezze architettoniche e spirituali a leggende che affondano le radici nei primi secoli del Cristianesimo.
Infatti, secondo la tradizione, questo luogo sacro è legato al martirio dell’apostolo Paolo, avvenuto il 29 giugno del 67 d.C. presso le Acque Salvie. Un toponimo che riconduce alla famiglia Salvia proprietaria del territorio in epoca tardo latina. Si narra che, dopo la sua decapitazione, la testa di San Paolo rimbalzò tre volte in terra, facendo scaturire tre fonti d’acqua, da cui il nome dell’abbazia.
Entrando nel complesso, si viene accolti dall’Arco di Carlo Magno, risalente al XIII secolo, che un tempo fungeva da ingresso fortificato. Affrescato per commemorare la donazione di Carlo Magno e Leone III, oggi conserva solo tracce delle decorazioni originali, ma richiama l’importante passato del luogo.
La più grande, dedicata ai Santi Vincenzo e Anastasio, risale al VII secolo ed è stata ristrutturata da Onorio III nel XIII secolo, ha un’architettura sobria. Presenta una facciata in laterizio e colonne di marmo orientale; ha una pianta a croce latina, con un imponente portico tetrastilo e cappelle laterali.
Il chiostro attiguo, purtroppo non visitabile, rappresenta un’area di contemplazione per i monaci in clausura.
Due altre chiese, Santa Maria Scala Coeli e San Paolo alle Tre Fontane, diverse per storia e aspetto, contribuiscono alla rilevanza spirituale e culturale del luogo.
La chiesa di Santa Maria Scala Coeli, costruita da Giacomo Della Porta nel XVI secolo, si distingue per la pianta ottagonale, la cupola, preziosi mosaici e affreschi.
Infine, la chiesa di San Paolo alle Tre Fontane, ristrutturata nel 1599, risalta per l’uso di mattoni e travertino, con un mosaico romano policromo nella navata centrale.
L’unica abbazia trappista di Roma non è solo un luogo di culto, ma custodisce anche opere d’arte di straordinario valore. Nei diversi ambienti si possono ammirare dipinti e mosaici, tra cui la pala di Desiderio de Angelis con la visione di San Bernardo e un magnifico mosaico di Francesco Zucchi.
Intorno all’abbazia, che per lungo tempo rimase deserta a causa della zona malarica, i monaci oggi hanno creato un’oasi di pace. I trappisti, impegnati nella vita di clausura, si dedicano alla preghiera e al lavoro mantenendo antiche tradizioni monastiche. Coltivano piante e producono prodotti agricoli, come birra e miele, che commercializzano a sostegno della loro vita contemplativa.
Recentemente, l’abbazia ha ampliato la propria attrazione turistica con una installazione innovativa di realtà virtuale. Un virtual tour guidato che consente ai visitatori di esplorare luoghi solitamente inaccessibili della chiesa abbaziale e del chiostro.
L’iniziativa, unica nel suo genere, unendo passato e presente, invita a scoprire le meraviglie di un luogo sacro che racconta storie di fede, arte e cultura. Un’esperienza indimenticabile nel cuore di Roma.
La birra dell’Abbazia delle Tre Fontane rientra nel novero delle dodici birre prodotte in birrifici che possiedono l’esclusiva certificazione internazionale ATP – Authentic Trappist Ptoduct
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